Come innaffiare le piante nel modo corretto e con la giusta acqua?

Come innaffiare le piante con la giusta quantità e tipologia di acqua, vediamo in questo articolo i metodi, le tecniche e la tipologia di acqua più indicate per innaffiarle.

Piante e fiori, una realtà meravigliosa

Il mondo delle piante è qualcosa di magico, una realtà che può donarci salute, benessere, bellezza e serenità. Prendersene cura può essere molto piacevole ma per farlo nel modo migliore bisogna essere attenti e curarsi anche dei più piccoli dettagli. Molto spesso, però, innaffiare le piante e i fiori nella maniera corretta può essere estremamente difficile anche per chi ha il pollice verde. La varietà delle piante e dei fiori è infinita e per avere cura di quelle che si scelgono per la propria casa e il proprio giardino bisogna valutare alcuni fattori chimici che intervengono sulla qualità e le caratteristiche dell’acqua.

Come innaffiare le piante correttamente

Partiamo dalle basi. Innanzi tutto occorre conoscere le piante che popolano la nostra casa o il nostro giardino e le loro caratteristiche. Successivamente occorre sapere di quanta cura hanno bisogno, di quanta acqua e di quale tipo di acqua, soprattutto. Ecco una lista dei parametri da considerare quando ci si cura delle piante e dei fiori.

Umidità

La prima cosa da fare è cercare di mantenere l’umidità uniforme. Il benessere della maggior parte delle piante dipende da una innaffiatura uniforme. Nonostante ciò, lasciare asciugare leggermente il terreno prima di innaffiare favorisce la crescita delle radici.

Tempi

La regola è innaffiare con meno frequenza ma più abbondantemente. Nelle aiuole sono generalmente sufficienti da una a due sessioni di innaffiatura a settimana: è meglio quindi innaffiare con meno frequenza, ma con molta acqua piuttosto che con poca acqua più spesso.

I momenti migliori in cui innaffiare sono la sera tardi e la mattina presto. Quando si innaffia il terreno raffreddato, di sera o di notte, la quantità di acqua che evapora è minore rispetto al terreno caldo durante il giorno. Le piante possono inoltre assorbire acqua sufficiente prima del calore del nuovo giorno.

Metodo

Occorre poi tenere asciutte le foglie. Le foglie bagnate diventano presto foglie malate. Se restano bagnate durante la notte, possono essere soggette alla formazione di muffe. Le foglie bagnate che restano al sole sviluppano leggere bruciature, a causa dell’effetto lente d’ingrandimento provocato dalle goccioline d’acqua.

Innaffiatura

L’innaffiatura va fatta in grandi quantità e a più riprese, questo perchè l’acqua ha bisogno di qualche momento per infiltrarsi nel terreno. Per far sì che l’acqua (molto preziosa) non scorra via dalla zona delle radici delle piante senza venire utilizzata, è buona abitudine innaffiare a più riprese concentrandosi su punti diversi.

Innaffiare con un bersaglio ma distribuendo il getto. Innaffiando le radici sempre nello stesso punto si provoca la loro crescita su un solo lato e, di conseguenza, a uno scarso assorbimento di nutrienti dal terreno. Pertanto, è bene innaffiare sempre intorno alla pianta e distribuire il getto sull’intera area di irrigazione.

Acqua

Ma veniamo all’elemento più importante per noi più importante ossia l’acqua. Usare la giusta quantità di acqua è fondamentale per la cura delle vostre piante. Si sa di aver apportato un giusto apporto di acqua quando questa raggiunge a sufficienza le radici. Quantità di acqua insufficienti spesso coprono solo lo strato superficiale del terreno.

L’obiettivo di questo articolo, però, è specificare che non tutta l’acqua è uguale, anzi, a seconda del territorio vi è un’incidenza più frequente di sali e minerali, calcare o di altri fattori.

come innaffiare le piante

Alcune piante hanno necessità di ricevere un particolare tipo di acqua, vediamo allora nel dettaglio quali sono.

L’acqua e le piante

come innaffiare le piante

I gerani, ad esempio, hanno bisogno di ricevere acqua ricca di magnesio. Nel caso in cui si a si avesse in casa un impianto ad osmosi inversa, quindi, non bisogna utilizzare l’acqua osmotizzata per annaffiare queste piante dato che questo tipo di impianto rimuove qualsiasi tipo di sale e minerale presente nell’acqua. Anzi, sarebbe opportuno arricchire la terra dei gerani con del magnesio.

Un’acqua molto calcarea invece rischia generalmente di creare un danno alle piante di casa o del giardino, specialmente se si tratta di piante di tipo acidofilo come le gardenie, le azalee o le camelie. Inoltre, usando un’acqua molto calcarea vedrete le foglie colorarsi di una tonalità giallastra. Le soluzioni che si consigliano in questi casi sono diverse. Prima fra tutte si consiglia di raccogliere l’acqua piovana e utilizzare quella per annaffiare le piante. In secondo luogo si consiglia di lasciar decantare l’acqua che risulta calcarea in modo che il calcare possa depositarsi sul fondo. In ultimo si consiglia una soluzione radicale per eliminare il problema del calcare alla radice con uno dei nostri addolcitori domestici.

A volte nell’acqua possono inoltre essere presenti elementi come ferro e manganese e, anche per questo tipo di problema, abbiamo la soluzione ossia il nostro Pure 7 Ferro e Manganese.

Un altro fattore di rischio che può presentarsi nell’acqua è la presenza di batteri. Per questo tipo di problema, un validissimo prodotto che può fare un’azione radicale è uno Steril 30 o, se si ha necessità di filtrare più di 30 litri al minuto, uno dei nostri sterilizzatori di potenza superiore ai 55 watt.

Come innaffiare le piante, qualche ultimo accorgimento

E l’acqua frizzante? Non è molto noto ma l’acqua gasata, se lasciata sgasare e versata nella terra delle piante, riesce a dare beneficio alla pianta stessa, ravvivando il colore delle foglie grazie alla CO2 contenuta nell’acqua.

Un altro piccolo trucco che si conosce poco è quello dei gusci d’uovo. Se bolliti in un’acqua che poi servirà ad innaffiare piante e fiori, saranno in grado di donare alla piante numerosi minerali molto nutrienti.

Quali sono gli errori da evitare?

Tra gli errori più comuni dell’innaffiatura delle piante vi sono i ristagni. Questi vanno di gran lunga evitati in quanto impediscono alle radici di respirare: le cellule delle radici annegano senza ossigeno.

Il terriccio più economico ma di scarsa qualità rischia di fare dei danni. Bisogna utilizzarne uno di qualità e ricco di argilla. Un terriccio ricco di minerali argillosi presenta proprietà di espansione migliori e può quindi mantenere la sua consistenza in presenza di acqua in un modo migliore e più uniforme. Nelle estati piovose e in inverno, è buona prassi, quindi, predisporre il drenaggio dell’acqua onde evitare ristagni.

admin

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