Cos’è l’osmosi inversa? La natura ci insegna.

Cos’è l’osmosi inversa? Una tecnica di filtrazione dell’acqua complessa, riprodotta artificialmente seguendo quanto accade in natura. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza su questo processo di filtrazione e di individuare i principali modelli in commercio. Daremo poi una panoramica generale sulle tipologie di membrane ad osmosi inversa, nucleo fondamentale degli impianti osmotici.

  1. Cos’è l’osmosi inversa? Un processo naturale
  2. Classificazione delle acque
  3. Cos’è l’osmosi inversa? Impianti ad osmosi inversa
  4. Membrane ad osmosi inversa

1. Cos’è l’osmosi inversa? Un processo naturale

Se ci fermiamo un momento a pensare scopriremmo che in natura il principio osmostico è presente in moltissime specie. Le piante traggono dal suolo l’acqua ed i minerali proprio attraverso l’osmosi, il corpo umano procede al lavaggio di sangue nei reni attraverso un processo osmotico.
L’osmosi inversa utilizza una membrana semi-impermeabile per separare dall’acqua: i sali disciolti, i prodotti organici, i pirogeni, la materia colloidale submicron, i virus e i batteri. Questo tipo di processo rappresenta la più fine tecnica di filtrazione dell’acqua, non consiste infatti in un semplice ostacolo fisico delle molecole ma grazie alla membrana presente negli impianti permette il passaggio delle molecole chimiche idrofile (water-like), cioè chimicamente simili all’acqua. Si chiama filtrazione “osmosi inversa” poichè si richiede una pressione per costringere l’acqua pura ad attraversare una membrana e lasciarsi dietro tutte le impurità. Possiamo dire che una filtrazione a osmosi inversa è in grado di rimuovere il 95 % dei solidi dissolti totali (TDS) e quasi il 99% di tutti i batteri.

2. Classificazione delle acque

Cosa sono i solidi disciolti totali (TDS)? Per residuo fisso nell’acqua si intendono la quantità di minerali in essa disciolti. In base al valore del residuo fisso le acque vengono classificate in:

Acqua minimamente mineralizzata: quando la nostra acqua ha un valore inferiore a 50mg/l. Questo tipo di acque sono indicate per un’alimentazione neonatale vista la notevole digeribilità.

Acqua oligominerale: indica acque con un residuo fisso compreso tra i 50 e i 500 mg/l, che dissetano e garantiscono un apporto di minerali moderato.

  • Medio minerali: con un residuo fisso tra 501 e 1500 mg/l.
  • Acque indicate in momenti in cui l’organismo è carente di sali minerali (senilità, sport..)
  • Ricche di minerali: consigliate solo in casi specifici e da non assumere per periodi troppo prolungati.

Non esiste un’acqua buona in assoluto, bensì esiste l’acqua più indicata per un determinato stile di vita. Ad esempio le acque oligominerali sono indicate principalmente per chi soffre di ipertensione. Contro la cellulite invece è preferibile scegliere un’acqua oligominerale con residuo fisso basso, al di sotto quindi di 200mg/l. Generalmente, nelle acque minerali che troviamo sugli scaffali dei supermercati, l’etichetta riporta la dicitura “residuo fisso a 180°”. Quando il valore aumenta significa che aumenta anche il valore dei sali minerali presenti all’interno di un litro di acqua. Come si ottiene tale dato? Semplicemente si porta l’acqua alla temperatura di 180°, ciò che rimane dopo la completa evaporazione, rappresenta il residuo fisso.

cos'è l'osmosi inversa

3. Cos’è l’osmosi inversa? Impianti ad osmosi inversa

La filtrazione che si ottiene tramite osmosi inversa ha un efficacia notevole. L’osmosi inversa infatti abbatte quasi totalmente le sostanze disciolte nell’acqua, sia quelle pericolose sia quelle inerti. Molte persone di domandano se l’acqua osmosizzata sia idonea alla corretta alimentazione umana. Dall’esperienza maturata in questi anni di lavoro possiamo dire con certezza che l’acquisto di un impianto osmosi inversa deve essere frutto di una scelta molto ponderata. Bere acqua molto leggera può essere piacevole, necessario o indicato a seconda dei casi indicati in precedenza. Gli impianti a osmosi inversa trovano la loro collocazione naturale in luoghi dove l’acqua è particolarmente dura, ricca di sali o in regioni dove vi è una forte presenza di nitrati, che possono essere molto dannosi per la salute, può avere senso scegliere questo tipo di filtrazione ( il valore massimo di legge consentito per i nitrati è di 50mg/l).

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4. Membrane ad osmosi inversa

Una membrana semipermeabile (l’acqua può attraversare la membrana in una sola direzione) separa due soluzioni diverse, in una è presente una quantità di sali disciolti maggiore. La diversa densità delle due soluzioni crea una migrazione delle molecole d’acqua dalla soluzione meno concentrata a quella più concentrata in modo da portare le due soluzioni ad un’uniformità. Questa migrazione molecolare crea quindi una pressione osmotica naturale sulla soluzione più concentrata.

Questi particolari modelli di depuratori differiscono da quelli con accumulo per l’assenza di quest’ultimo. L’utilizzo di membrane dimensionate e di una pompa di spinta garantiscono una produzione tra 1 e 3 litri a seconda del modello.

Sono presenti diversi modelli di membrane ad osmosi inversa. Generalmente si differenziano per GPD ovvero “galloni per giorno”. Questo parametro identifica la membrana e va sempre considerato perchè è importante rispettare i parametri stabiliti dal produttore dell’impianto ad osmosi inversa. Le membrane che vanno da 50 a 180 GPD sono considerate membrane domestiche, quelle da 300 a 400 GPD sono considerate semi-industriali e infine vi sono le membrane industriali, molto varie di ampio utilizzo.

Vuoi effettuare una manutenzione del tuo impianto e non sai come fare? Niente di complicato! Leggi il nostro articolo sulla manutenzione fai da te: osmosi inersa.

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