L’osmosi inversa è pericolosa?
L’osmosi inversa è pericolosa?
In rete si leggono molti articoli in merito alla pericolosità dell’osmosi inversa e tante opinioni differenti che non fanno altro che confondere. Facciamo un po’ di chiarezza.
Come funziona l’osmosi inversa
Per prima cosa analizziamo come funziona per capire se l’osmosi inversa è pericolosa.
L’osmosi inversa è un procedimento naturale, non utilizza prodotti chimici ed è un processo presente in natura e nel nostro corpo umano.
Le membrane osmotiche hanno una maglia finissima che permette il passaggio solo dell’acqua e trattiene tutto ciò che è sostanze chimiche e sali minerali.
La pressione con cui l’acqua passa dalle membrane è indispensabile per farle funzionare correttamente.
Una membrana osmotica per impianto ad osmosi inversa ha una funzionalità di rimozione delle sostanze che non sono acqua pari a circa il 90-98%.
Per poter funzionare le sostanze indesiderate vengono scartate diluendole in dell’acqua che viene scartata. Di norma un impianto classico ha scarto pari 2 a 1 del prodotto (2 litri di scartato, 1 litro di permeato, o acqua osmotizzata.)
Perché alcuni sostengono che l’osmosi inversa fa male
La questione che l’osmosi inversa è pericolosa, deriva dal fatto che eliminando tutti i sali presenti nell’acqua, questa risulta difficile da assimilare per il nostro corpo, che utilizza i Sali proprio a questo scopo, e perché i sali vengono assimilata anche dall’acqua. Pertanto molti sostengono che l’acqua è simile all’acqua distillata.
La re-miscelazione
Gli impianti di ultima generazione hanno una valvola che permette di regolare la quantità di acqua che prima dell’immissione nelle membrane viene fatta passare dai pre filtri.
Questi servono per far arrivare l’acqua alle membrane priva di cloro (che le danneggia) e priva di sedimenti.
Una parte dell’acqua in uscita dai filtri, viene miscelata all’acqua in uscita dalle membrane, per reintegrare parte dei sali eliminati.
Alcuni impianti, invece che avere la re-miscelazione hanno in uscita dei filtri remineralizzanti, che reintegrano i sali utili all’organismo.
La prima soluzione è utile per l’acqua potabile e per gli impianti che hanno la possibilità di un bypass della linea della filtrata.
La seconda soluzione è utile per chi ha un acqua molto carica di inquinanti e non è possibile re miscelarla all’acqua in uscita.
Un mito da sfatare
Molti sedicenti venditori porta a porta o online, promuovono gli impianti ad osmosi raccontando che si può avere un’acqua modulabile esattamente come l’acqua in bottiglia di una specifica marca piuttosto che un’altra.
Questo è falso.
L’acqua di partenza è quella del nostro acquedotto che ha una concentrazione di sali e inquinanti che ha solo quell’acqua.
L’osmosi può eliminarli, possiamo re-miscelarli quantitativamente, ma non qualitativamente.
La re-miscelazione immette acqua microfiltrata, ma non possiamo decidere di togliere un sale minerale piuttosto che un altro o togliere un inquinante e mantenere il magnesio ad esempio.
Quindi possiamo avere un residuo fisso o una conducibilità simile ad un acqua in bottiglia specifica, ma la composizione dei sali sarà quella della nostra acqua del sindaco.
Perché l’acqua osmotizzata è diversa dall’acqua distillata.
L’acqua distillata viene creata tramite procedimento chimico: fatta bollire e raccolta solo la parte che crea le goccioline di condensa.
Priva anche essa di sali, ma tramite un processo meno sicuro dal punto batteriologico rispetto all’osmosi.
La re-miscelazione degli impianti ad osmosi inoltre permette anche di avere la quota utile di sali nell’acqua da bere, cosa che l’acqua distillata non ha.
I batteri e l’osmosi
I batteri sono una questione molto delicata nell’osmosi inversa.
Le membrane osmotiche trattengono i batteri, non lasciandoli passare nell’acqua prodotta.
Quindi l’acqua in uscita direttamente dalle membrane è sicura, ma spesso l’acqua non direttamente esce dalle membrane e viene utilizzata.
La remiscelazione prende l’acqua che passa dai filtri e la immette nella linea dell’uscita. Se l’acqua di partenza ha dei batteri, vengono immessi nell’acqua in uscita. Utilizzare dei filtri a carbone con ioni d’argento permette di evitare la proliferazione nei filtri, ma se l’acqua di provenienza ha i batteri, restano.
Altro punto critico è lo scarto.
L’acqua scartata è batteriologicamente non sicura e viene scartata solitamente nel tubo dell’acqua di scarico del lavello tramite una cravatta apposita. Il contatto con un ambiente pieno di batteri, di un’acqua non sicura fa si che la carica batterica risalga dal tubo ed entri nell’impianto.
Altra criticità è il serbatoio di accumulo.
Molti impianti con produzione limitata, non hanno una produzione diretta, cioè l’acqua prodotta viene stoccata in un serbatoio. Tutti gli accumuli sono soggetti a proliferazione batterica.
Come risolvere le criticità batteriche.
La soluzione è molto semplice, bastano tre accorgimenti:
– Fai una frequente manutenzione al tuo impianto. Sanificalo ad ogni cambio filtri e pulisci con regolarità lo scarto.
– Utilizza pre-filtri con argento antibatterico, evita che i batteri si creino nel pre-filtro.
– Installa uno sterilizzatore a raggi UV in uscita all’impianto. Questo elimina tutti i batteri al 99,9%. Questa soluzione è consigliata soprattutto per chi ha un impianto a produzione non diretta o a chi ha acqua non sicura in partenza.
Perché l’acqua prodotto da un impianto ad osmosi inversa non è pericolosa?
Fatta chiarezza su questi punti restano solo i benefici:
– eliminazione dei metalli pesanti
– acqua molto leggera adatta a bambini e persone con sensibilità renale
– sicurezza a livello batteriologico.
A chi non è adatta?
Non a tutti però serve un’acqua priva di Sali e molto leggera.
L’unica situazione in cui è meglio utilizzare una microfiltrazione è quella in cui c’è una reale necessità di integrazione dei sali minerali.
Pertanto portivi e anziani senza problemi renali è meglio che assumano un’acqua più ricca di sali minerali. Che in caso di utilizzo di un’osmosi dovrebbero reintegrare chimicamente.
In conclusione
L’osmosi inversa è un sistema naturale e sicuro, con alcune accortezze non ha nessuna controindicazione generale, anzi, per chi ha necessità specifiche di eliminazione di alcune sostanze è caldamente consigliata.
Come sempre non è una questione di giusto o sbagliato, ma una questione di trovare il sistema piu adatto alle proprie esigenze.
