Giornata mondiale dell’acqua 2017. Tornare all’acqua del rubinetto per tornare a rispettare la natura

Giornata mondiale dell’acqua 2017: come ogni anno il 22 marzo di celebra l’elemento sinonimo della vita.

Cos’è la giornata mondiale dell’acqua 2017

La giornata mondiale dell’acqua è stata istituita del 1992, dalle Nazioni Unite. Il 22 marzo di ogni anno tutti gli stati membri dell’ Onu sono invitati alla promozione dell’acqua. Incentivando lo sviluppo di attività concrete nei loro rispettivi paesi. In molte diverse città italiane verranno promossi eventi per celebrare la giornata. A Roma, a distanza di quasi mezzo secolo dalla prima conferenza nazionale sulle acque del 1971, la presidenza del Consiglio organizza per la giornata di domani (22 marzo ndr) la conferenza nazionale “Acque Italiane”. L’obbiettivo è quello di presentare un dettagliato rapporto sul bilancio idrologico e idrico nazionale.

Giornata mondiale dell’acqua 2017: sensibilizzare le persone a ridurre gli sprechi

giornata mondiale dell'acqua 2017Un essere umano per sopravvivere ha bisogno di 4 litri. L’acqua utilizzata durante la nostra giornata cresce con l’utilizzo di elettrodomestici (lavatrice e lavastoviglie per esempio). Diciamo che il consumo medio di una famiglia europea si aggira intorno ai 165 litri al giorno. La cifra è già piuttosto alta. Se però calcoliamo l’acqua utilizzata per produrre cibo e per far funzionare le industrie il consumo si impenna.

Quali sono le cause di questa crescita?

La colpa di questa crescita è dovuta ad un cambio drastico delle nostre abitudini alimentari. Consumiamo e importiamo alimenti che hanno necessità di un numero sempre maggiore di acqua, come la carne di maiale tedesca. Francesca Greco, ricercatrice del King’s College di Londra che ha curato lo studio: “Acqua in bocca: quello che il cibo non dice sull’impronta idrica” preparato dal WWF propone la seguente soluzione. Citiamo testualmente: “Visto che i prodotti di origine animale (latte, uova, carne, formaggi) rappresentano quasi la metà dell’impronta idrica totale dei consumi, in Italia per migliorare dovremmo puntare con forza sul made in Italy. Sui prodotti da pascolo, sul chilometro zero, sulla dieta mediterranea”.

Il consumo dell’acqua in bottiglia inquina più di quanto crediamo

La maggior parte della popolazione continua a bere acqua in bottiglia, senza rendersi conto dei danni causati dalle bottiglie di plastica.  Come spiegato da un articolo del The Guardian l’industria dell’acqua minerale sta aumentando notevolmente i suoi consumi. Si punta sulla paura della popolazione di bere acqua del rubinetto. Secondo i dati del Censis, l’Italia è il secondo paese al mondo per consumo di acqua in bottiglia. Il 61,8% della popolazione italiana compra l’acqua in bottiglia, 192 sono i litri l’anno per persona (80% in bottiglie di plastica).giornata mondiale dell'acqua 2017

Costi eccessivi e inquinamento: gli sprechi dell’acqua in bottiglia

Oltre ad essere un incredibile spreco, comprare l’acqua al supermercato è anche una grande spesa per ciascuna famiglia italiana. Per fare un esempio in una famiglia di 4 persone il costo annuale varia da 160 a 400 euro annui. C’è inoltre la questione dell’ambiente: produrre, trasportare e smaltire bottiglie di acqua minerale sono attività che agiscono in maniera irrimediabile sull’ambiente. Per dare dei numeri significativi diciamo che: per produrre 6 miliardi di bottiglie di plastica da 1,5 litri servono 450 mila tonnellate di petrolio  e vengono emesse oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2.

La speranza è che la sensibilizzazione a questi temi fondamentali per noi e per il futuro del pianeta continui anche dopo il 22 marzo. L’acqua del rubinetto è buona ed è una fortuna averla: facciamone buon uso!

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