Microfiltrazione e ultrafiltrazione dell’acqua a confronto
Microfiltrazione e ultrafiltrazione dell’acqua a confronto: scopri le differenze e i vantaggi.
Vuoi depurare l’acqua di casa per poterla bere in sicurezza, ma non sai quale tecnologia scegliere?
In questo articolo analizzeremo le differenze tra la tecnologia di microfiltrazione e quella di ultrafiltrazione.
Vedremo le caratteristiche, le differenze, i pro e i contro di ognuna delle due tecnologie
Per scegliere cosa è meglio per te e la tua acqua.
Il sistema “Migliore” esiste?
Molto spesso i clienti ci chiedono quale è il sistema migliore. La risposta è sempre la stessa: il sistema migliore non esiste!
Esiste però il sistema più adatto.
Adatto alle esigenze del cliente e adatto a filtrare quella specifica acqua.
I filtri a carbone
Prima di analizzare le due tecnologie facciamo una precisazione: i filtri standard sotto lavello uniscono la tecnologia a microfiltrazione e in alcuni casi a ultrafiltrazione con il carbone attivo.
Questo ha un’azione adsorbente ed elimina il cloro, i metalli e alcuni inquinanti. La maglia micrometrica è quella che invece trattiene meccanicamente le particelle e che ne differenzia la tecnologia in microfiltrazione e ultrafiltrazione.
Microfiltrazione e ultrafiltrazione dell’acqua a confronto: Analizziamo le due tecnologie per capire meglio.
Vediamo le caratteristiche delle due tecnologie nello specifico.
Microfiltrazione
La maglia filtrante va da 0,1 a 10 micron. Trattiene impurità, sedimenti, particolato e se a maglia fine ( 0,1micron) i principali batteri, le microplastiche e l’amianto. Non trattiene virus, macromolecole, sali minerali e acqua.
Abbinata al carbone è ideale per purificare l’acqua diretta di acquedotto, migliorare le qualità organolettiche ed eliminare torbidità sedimenti e amianto, con l’aggiunta di altre sostanze quali gli ioni d’argento si ha una protezione contro la proliferazione batterica all’interno del filtro, probabile dopo l’eliminazione del cloro da parte del carbone.
Ultrafiltrazione
La maglia filtrante va da 0,01micron a 0,1 micron, trattiene impurità, sedimenti, particolato, batteri, virus, macromolecole, amianto, microplastiche.
Non trattiene i sali e l’acqua.
Difficilmente viene abbinata al carbone direttamente, ma viene applicata una pre filtrazione. Essendo un sistema a maglia molto fine, è facile che i micro tubicini che la compongono si intasino. Pertanto è necessario effettuare una pre filtrazione con filtri a microfiltrazione per impedire alle particelle troppo grandi di intasarli. Pertanto viene aggiunta anche una filtrazione a carbone per effettuare la depurazione combinata come con la microfiltrazione. Viene usata in caso di acqua di provenienza dubbia con presenza di virus, o batteri.
Microfiltrazione e ultrafiltrazione dell’acqua a confronto: quando scegliere una e quando l’altra.
La microfiltrazione è perfetta per la depurazione delle acque domestiche da acquedotto, se l’acqua è diretta e priva di batteri, perché clorata. In aggiunta al carbone effettua una depurazione completa dell’acqua già potabile, migliorandone odore, sapore e limpidezza. Funziona con la pressione dell’acquedotto e non riduce in maniera eccessiva la portata. Spesso i filtri sotto lavello hanno una maglia da 0,5 micron.
Un altro sistema molto usato è quello dei filtri a tazza a monte dell’impianto, per chi ha tubature vecchie e acqua molto sedimentosa può effettuare una microfiltrazione a cascata con 3 filtri di diversa porosità in modo da restringere via via la maglia e trattenere le impurità senza intasare i filtri.
L’ultrafiltrazione è una via di mezzo tra la microfiltrazione e l’osmosi inversa. È l’ideale per acqua di provenienza non sicura e con problematiche di batteri e virus o muffe senza alterare i Sali.
La pressione d’esercizio dev’essere un po’ più elevata, intorno ai 4- 5 bar perciò necessita di una piccola pompa.
Il rischio di intasamento è frequente, per questo si consiglia sempre una pre filtrazione magari con filtri a microfiltrazione e a carbone.
Microfiltrazione e ultrafiltrazione dell’acqua a confronto: il giusto compromesso.
Un buon compromesso sono i filtri che possono essere identificati sia come ultrafiltrazione sia come microfiltrazione, cioè che hanno specificatamente maglie micrometriche da 0,1 micron. Trattengono la maggior parte dei batteri dell’acqua che si attestano sui 0,2 micron, senza dover aumentare la pressione necessaria al funzionamento (soprattutto se abbinati ad un carbon block).
Questa tipologia di filtri elimina in modo efficace le microplastiche e gli PFAs. Questi vengono chiamati inquinanti eterni perché entrano nei sistemi naturali e non vengono smaltiti, ma accumulati, inoltre la loro biodegradabilità è quasi nulla.
Al momento le normative sui limiti di queste sostanze sono in fase di studio e nessuno ha ancora dato dei parametri certi. Pertanto, meno se ne riescono ad assimilare meglio è.
I filtri con maglia da 0,1 micron trattengono efficacemente le microplastiche, mentre il carbone trattiene gli Pfas.
Per acque molto torbide si consiglia comunque una piccola pre-filtrazione con un piccolo filtro a sedimenti di microfiltrazione a 0,5 micron in modo da preservarlo nel tempo.
Si consiglia di sostituire sempre i filtri domestici entro il tempo indicato dal produttore, solitamente 6 mesi- 1 anno, per evitare proliferazione batterica, anche se non si hanno raggiunto i litri indicati sulla confezione.
In conclusione le due tecnologie possono essere utilizzate per acque diverse, a livello domestico se si vuole avere una filtrazione più spinta si può scegliere la microfiltrazione a 0,1 micron mentre se si ha acqua di dubbia sicurezza si può optare per l’ultrafiltrazione.
