Batteri presenti nell’acqua: dove sono e come eliminarli
L’acqua che esce dai nostri rubinetti, nella maggior parte dei casi è sicura e viene trattata dal gestore alla fonte.
Di norma viene inserito del cloro in quantità controllata per evitare la proliferazione dei batteri presenti nell’acqua.
Questo trattamento come detto viene effettuato a monte dell’impianto comunale ed è sufficiente ad eliminare i batteri dall’acqua che viene fornita nelle nostre case nella maggior parte dei casi.
Batteri dell’acqua potabile: quali sono?
I batteri presenti nell’acqua più comuni sono l’escherichia coli e gli enterococchi intestinali, questi, soprattutto nelle acqua di pozzo.
Una menzione va fatta sulla Legionella, questo particolare batterio che prolifera nell’acqua non viene assunto dalle persone per via orale, non bevendo quindi l’acqua, ma tramite piccole goccioline soprattutto di vapore o inalate durante l’igiene personale.
La Legionella pneumophila è un batterio molto pericoloso, prolifera in acqua calda tra i 25 e i 45 gradi e pertanto si rischia possa contaminare acqua proveniente da vecchie caldaie condominiali, come successo recentemente in alcuni stabili a Milano.
L’utilizzo di uno sterilizzatore a monte dell’impianto, correttamente dimensionato, garantisce comunque un ottimo risultato anche su questo specifico batterio.
Cause di contaminazione dell’acqua
Bisogna fare un distinguo tra acqua potabile e acqua di pozzo o proveniente da altre fonti, in questi secondi casei i batteri presenti nell’acqua possono provenire da infiltrazioni a monte delle falde.
Altre possibili cause sono una migrazione da vicine acque reflue.
Le cause, oltre alla già citata infiltrazione da parte di acque reflue, possono essere, nelle acque di pozzo la presenza di allevamenti a monte delle falde.
Per la Legionella, una specifica temperatura e una stagnazione nelle vecchie caldaie è la causa più comune.
Se l’acqua è dichiarata potabile invece le cisterne sono causa più comune, dove i batteri proliferano, anche in presenza di cloro che evapora velocemente.
Dove però ci sono cisterne di accumulo, o l’acqua è portata con le autobotti, oppure ancora se l’acqua non è di acquedotto l’eventualità di una proliferazione batterica è molto probabile.
Soprattutto con le alte temperature, i batteri più frequenti sono: escherichia coli, enterococchi intestinali, coliformi fecali.
Bere acqua con batteri dal rubinetto: controindicazioni
L’assunzione di acqua contaminata dai batteri può portare a diversi disturbi, da lievi, a gravi:
dissenteria, vomito e crampi addominali, nei casi più gravi febbre ed eruzioni cutanee sono i più comuni, che vanno sempre trattati in maniera tempestiva.
La legionella, come già descritto porta sintomi respiratori anche molto gravi, febbre e tosse.
Eliminare i batteri presenti nell’acqua potabile
Per tutti i casi comunque si consiglia l’utilizzo di sterilizzatori a luce ultra violetta, che agendo sul DNA dei batteri, in questione (agisce anche su muffe e virus) li elimina al 99,9%.
Uno sterilizzatore correttamente dimensionato può essere installato all’ingresso dell’acqua nell’abitazione, posto dopo eventuali cisterne di accumulo.
Si usa per trattare acqua priva di cloro o che ha stagnato per più di un giorno in vasche o autobotti o pozzi etc,
Oppure al punto d’uso per trattare acqua potabile, pre trattata con filtri a carbone non addizionati con ioni d’argento.
Un discorso a parte va fatto per l’acqua di acquedotto che viene trattata con filtri a carbone che eliminano il cloro che tiene sotto controllo la possibilità di una proliferazione batterica
Questi ultimi hanno un’azione batteriostatica all’interno del filtro stesso evitando che i batteri proliferino nel filtro.
Una soluzione per trattare l’acqua potabile, magari in presenza di cisterne nell’abitazione può essere un filtro sotto lavello di ultima generazione.
L membrane cave evitano il passaggio dei batteri, l’aggiunta di ioni d’argento da una maggiore sicurezza.
In conclusione per avere una sicurezza sulla presenza dei batteri nell’acqua si possono fare alcune cose:
prima di tutto accertarsi della presenza e della tipologia di batteri.
in caso di acqua non potabile, intervenire con uno sterilizzatore posto a monte dell’impianto dopo eventuali cisterne.
in caso di acqua potabile con presenza di vasche di accumulo o sconosciuta la causa della presenza di batteri, utilizzare una filtrazione al punto d’uso con membrane cave e ioni d’argento.
