Nitrati acqua, quali tecniche per abbatterli?

Nitrati acqua, uno dei più comuni inquinanti presenti nell’acqua di rete, a cui spesso si deve far fronte per eliminarli.  I nitrati possono essere di origine naturale, oppure antropica, spesso legati all’agricoltura intensiva.

I nitrati non presentano odore né sapore, livelli elevati possono essere pericolosi per la salute umana. Attraverso lo scambio ionico, l’osmosi inversa e la distillazione.

Perchè i nitrati sono presenti nell’acqua?

I nitrati sono composti da Azoto e Ossigeno, possono essere naturali o di sintesi, si possono trovare nell’atmosfera, nell’acqua e nel suolo, sono facilmente biodegradabili e altamente solubili.  La decomposizione delle piante, i rifiuti animali, e sottoprodotti dell’agricoltura.

L’azoto è uno dei principali ed essenziali nutrimenti di piante per la loro crescita. È fondamentale per la molecola della Clorophilla. Da qui l’uso massiccio di fertilizzanti nel mondo agricolo moderno.

Il problema nasce quando i composti azotati, con il loro utilizzo massiccio, oltre a fertilizzare il suolo ( e su questo ci sarebbe anche da dire…) finiscono nella falda freatica e inquinano l’acqua.

Perchè i nitrati finiscono nell’acqua di rete?

L’origine della contaminazione da nitrati nell’acqua di rete dipende da tanti fattori. Dal mondo agricolo con fertilizzanti ed erbicidi, dagli scarichi industriali, dalla dispersione delle acque reflue. Sempre dal mondo della campagna non dobbiamo dimenticare la presenza degli allevamenti intensivi che influenzano in maniera massiccia con i loro liquami la presenza di Nitrati nelle falde acquifere. Le famose piogge acide, contribuiscono a loro volta alla presenza di nitrati nel fiumi e nei laghi.  Gli scarichi industriali legati alle più diverse produzioni – come la ceramica, il vetro, la metallurgia etc…

In maniera naturale alcuni batteri metabolizzano l’azoto in nitrati che vengono poi depositati nel terreno.

Tante fonti diverse che influenzano sia i bacini, che le falde acquifere.

Il livello di Nitrati ammesso nell’acqua potabile

In Italia, il DL 31/2001 fissa a 50 mg/l il limite di concentrazioni di Nitrati, oltre al quale l’acqua viene dichiarata NON POTABILE

Sempre in Italia per le acque minerali, che hanno valori di parametro simile alle acqua potabili, possono fregiarsi della dicitura “consigliate per l’infanzia”  quelle sotto i 10 mg/l

Negli Usa la norma EPA è assai più restrittiva, il limite è posto a 10 mg/l.

Come misurare la presenza di nitrati nell’acqua di rete?

Se il gestore della rete idrica non fornisce i dati rilevati (e dovrebbe farlo), oppure stiamo valutando un’acqua di pozzo, la maniera più sicura è rivolgersi ad un laboratorio di analisi e richiedere la valutazione dei parametri chimico fisico secondo il Dl 31-2001.  In assenza esistono dei test portatili ed economici che danno un valore abbastanza preciso.  Sul nostro sito potete trovare le cartine tornasole, per la misura di Nitrati e Nitriti.

Perchè i nitrati sono pericolosi?

Acqua ricca di nitrati è un pericolo per la salute umana e soprattutto per l’infanzia.  Il rischio principale è la formazione di metaemoglobina, composto che blocca la funzione di vettore dell’ossigeno propria dell’emoglobina. Se il rischio per gli adulti non è elevato (sempre che la concentrazioni di Nitrati non sia alta) per l’infanzia il problema può diventare serio.  LA sindrome del “bambino blu” in alcuni casi è legata proprio all’incapacità del sangue di portare ossigeno dove richiesto, la domanda di flusso ematico aumenta e quindi aumenta la percezione visiva del blu del sangue presente nei vasi.

La correlazione tra rischio cancerogeno e nitrati è indicata come possibile dall’OMS, studi scientifici apparsi sulla prestigiosa rivista Lancet indicano una bassa probabilità verso i nitrati, che diventa elevata nei casi dei Nitriti. L’articolo è in inglese, scaricabile dal sito della rivista o direttamente dal nostro server.

Come rimuovere i nitrati dall’acqua

Le tecniche per la rimozione dei nitrati dall’acqua sostanzialmente sono tre

  • Osmosi inversa
  • Scambio Ionico
  • Distillazione

Esaminiamo quindi caratteristiche, punti di forza e criticità delle tre diverse opzioni.

Osmosi inversa

Il principio dell’osmosi inversa è noto e conosciuto, una membrana semipermeabile, sotto l’azione di una forza meccanica lascia passare l’acqua pure e non i Sali minerali e le sostanze disciolte. La reiezione, ossia la capacità di separazione e quindi abbattimento del soluto nell’acqua oscilla tra il 90 e 96 %   delle sostanze disciolte, compresi i Nitrati.  I sistemi ad osmosi inversa hanno quindi la capacità di ridurre i Nitrati presenti nell’acqua di oltre il 90%.   Purtroppo le membrane osmotiche non sono selettive, e oltre ai nitrati rimuovono  gran parte delle sostanze presenti nell’acqua.

Generalmente dove sono presenti nitrati in gran quantità, l’acqua è di falda o bacino, ricca di altre sostanze indesiderate, come ad esempio una presenza massiccia di Carbonati di Calcio – il famigerato Calcare – che male più di tanto non fa, ma è ostico e non desiderato.    In questi casi l’utilizzo del tutto giustificato.

nitrati acqua

In Italia sono parecchie le zone  dove la presenza di nitrati nell’acqua è elevata, al limite dei parametri di potabilità e dove nello stesso tempo il problema della durezza è molto sentito.  Tutta la pianura Padana, da Milano a Bologna il problema esiste.

L’osmosi inversa è senz’altro una soluzione appropriata.  I Sali minerali non scendono a zero, si riducono così come si abbatte drasticamente la presenza dei Nitrati.

Lo scambio ionico

Per la rimozione selettiva dei nitrati dall’acqua  si possono utilizzare resine anioniche forti  che scambiano ione Cl .   Sono resine che si rigenerano con una soluzione satura di NaCl.  A differenza dei normali addolcitori per la rimozione della durezza lo ione che esce non è il Sodio ma il Cloro.

Esistono della cartucce usa e getta di resine per la rimozione dei nitrati, la loro gestione, che sembrerebbe molto semplice non lo è. Non esiste un parametro che indichi in maniera certa quando sono esauste, ossia hanno perso la capacità di scambio. Quindi deve essere controllata la qualità dell’acqua in uscita.  Nello stesso tempo il tema della crescita della carica batterica non va sottovalutato.

Altra cosa è l’utilizzo di un impianto completo, simile all’addolcitore, con lavaggi e rigenerazione periodica della resine.  E’ sicuramente una soluzione adatta dove l’origine dell’acqua è un pozzo, o una falda di proprietà.

A questo proposito abbiamo creato un prodotto ad hoc. Il nostro nuovo Pure 7 serie N utilizza la tecnica dello scambio ionico grazie all’azione delle resine anioniche forti.

La distillazione

Si tratta certamente di un trattamento drastico,  tramite evaporazione o celle elettrolitiche vengono rimosse tutte le sostanze presenti nell’acqua. In ambito domestico e civile ha ben poco senso, per i costi e la difficoltà impiantistica.  Sono soluzioni estreme utilizzate dove la penuria d’acqua è marcata.

Conclusioni

Purtroppo un articolo così breve poco può concludere in maniera esaustiva un problema abbastanza impegnativo. Dare attenzione al problema e indicare delle strade percorribili per la riduzione del rischio è il punto di partenza per migliorare il mondo in cui viviamo.  Il nostro staff è sempre a vostra disposizione per consigli suggerimenti e considerazioni

admin

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