Cosa bevono gli astronauti nello spazio? Acqua osmotizzata!

Acqua osmotizzata. Questa è la risposta alla domanda “cosa bevono gli astronauti nello spazio?”. Una questione curiosa che sarebbe bello poter sottoporre alla nostra Samantha Cristoforetti. Quali sono le abitudini quotidiane degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale? Vediamo in questo articolo di saperne un po’ di più!

La regola è “non si butta via niente”

Quanto costerebbe far arrivare un litro d’acqua sulla Iss? Circa 5000 euro. Si, avete capito bene, costerebbe così tanto. Per questa ragione parsimonia è la parola d’ordine a bordo. Tra i beni fondamentali l’acqua è ovviamente al primo posto ma vi sono una serie di altre attività quotidiane che diamo per scontate ma che nello spazio assumono totalmente un altra importanza.

Cosa vuol dire dormire nello spazio?

Se provassimo a pensare a come possa essere dormire nello spazio, probabilmente non riusciremmo neanche ad immaginarcelo. Di sicuro c’è che la comodità è ovviamente bandita. La Stazione orbita attorno alla Terra ogni 90 minuti, tra il 57° parallelo Nord e il 57° parallelo Sud, e gli astronauti vivono, ogni giorno, 16 albe e 16 tramonti. Questo significa che la notte e il giorno assumono un altro significato, non sono più due realtà distinte dove in una si dorme e in una si sta svegli anche se, mediamente, le ore di sonno che un astronauta deve (e riesce) a dormire sono circa 5 o 6. Ogni membro dell’equipaggio ha a disposizione un piccolo alloggio personale in una zona della Stazione chiamata “Tranquillity”, l’unico ambiente dove è possibile godere della propria privacy, con un sacco a pelo ancorato al muro, il tutto galleggiando nel vuoto. Non proprio l’immagine della tranquillità!

acqua osmotizzata

Come ci si lava e come si fanno le pulizie?

In un tweet, Samantha Cristoforetti, afferma che all’interno della Stazione Spaziale Internazionale non vi è modo di lavare gli indumenti. Una volta usati diventano immondizia.

Inoltre, la Cristoforetti, racconta che a bordo non ci sono troppe opzioni per l’abbigliamento. Gli astronauti hanno infatti solamente sei paia di pantaloni per l’intera missione, la missione di cui lei parla era della durata di 6 mesi, quindi ciò significa un paio di pantaloni al mese. Non è, fortunatamente, il caso di tutti gli altri indumenti. L'”armadio” di due settimane di ogni astronauta viene consegnato sotto forma di “mattoncini”, ossia indumenti compressi che si compongono di: 7 slip, 2 magliette, 2 pantaloncini e una maglietta da sport, 3 paia di calzini e, per le donne, un reggiseno (o canottiera, se preferita) e 2 reggiseni sportivi”. Per Samantha Cristoforetti il materiale più prezioso sono senza dubbio i calzini.

E per gli indumenti sporchi? La Nasa offre quattro opzioni agli astronauti per l’uso dei propri indumenti sporchi: indossarli di nuovo, buttarli via, farci crescere delle piante o darli in pasto ai batteri.

Per quanto riguarda l’igiene personale, invece, lavarsi i capelli nello Spazio può essere più complicato di ciò che si pensi. Come tutte le altre attività, infatti, richiede diversi accorgimenti. Bisogna cospargersi dell’acqua sui capelli tramite un beccuccio (stando attenti a non far disperdere le gocce nella Stazione), bagnandoli fino alla punta e poi si friziona lo scalpo con shampoo che non necessita di risciacquo. Per asciugarli bisogna semplicemente attendere che l’acqua evapori da sola.

La cucina a bordo della Iss

La Stazione è dotata di due scaldavivande, un frigorifero e un distributore d’acqua. Non dimentichiamoci che nello spazio vi è assenza di gravità, quindi tutti i cibi solidi che vengono serviti sono collocati su un vassoio magnetico dove sono attaccate le posate, mentre bevande e zuppe si sorseggiano tramite cannucce (per evitare la dispersione nella Stazione). Inoltre, gli astronauti hanno a disposizione il cosiddetto bonus food, una scorta di cibo aggiuntivo e personalizzato che possono portare con sé dalla Terra. Samantha Cristoforetti ha scelto pietanze a base di pesce azzurro e carne bianca. E voi cosa scegliereste?

Come si smaltisce l’immondizia?

La risposta a questa domanda è molto semplice: l’immondizia viene disintegrata dalla nostra atmosfera. Feci e oggetti da buttare (per esempio indumenti sporchi e strumenti rotti) vengono collocati in un unico punto della stazione. Quando è pieno, il carico viene lanciato nell’atmosfera a velocità ipersonica e si disintegra in 1000 pezzi. Siccome molti si sono chiesti che fine facessero questi micro-pezzi di immondizia degli astronauti, l’Esa ha subito precisato che l’impatto sulla nostra atmosfera è praticamente nullo.

E l’acqua nello spazio?

Siamo giunti così alla domanda per noi più importante: che acqua utilizzano nello spazio? Come fanno gli astronauti a bere? L’acqua che bevono gli astronauti a bordo della Iss è sempre la stessa ossia quella che si ottiene attraverso il sistema di riciclo della Stazione (sì, anche dall’urina e da quella evaporata dai capelli, per esempio).

A bordo della stazione ci sono 2 sistemi per recuperare e potabilizzare l’acqua. Il primo è stato sviluppato dai russi: filtra e purifica il vapore acqueo del respiro, l’acqua utilizzata per lavarsi e il sudore degli astronauti. In più, gli statunitensi riciclano la loro urina, quella degli animali presenti a bordo (12 topi arrivati con il cargo giapponese) e quella degli astronauti russi e lo fanno attraverso l’Urine Processing Assembly  da cui si ottiene acqua potabile dopo un ulteriore trattamento nel Water Recovery System. Queste metodologie di trattamento dell’acqua sono tecniche ad osmosi inversa che all’interno della Iss si possono vedere sotto forma di grande impianto ad osmosi.

In un video del 2013 il comandante Chris Hadfield afferma che il 93% dell’acqua utilizzata proviene dal processo di riciclo. E sottolinea che è più pura di quella che troviamo nelle nostre bottiglie.

Acqua osmotizzata, ecco la soluzione

Ecco quindi la vera protagonista della Stazione Spaziale Internazionale: l’osmosi inversa. La filtrazione che si ottiene tramite osmosi inversa, infatti, ha un’efficacia senza pari. L’osmosi inversa è l’unico impianto in grado di abbattere totalmente le sostanze disciolte nell’acqua, sia quelle pericolose sia quelle inerti e quindi riesce a trasformare anche l’acqua più sporca rendendola “più pura di quella che troviamo nelle bottiglie”, come afferma il comandante Hadfield, ossia acqua osmotizzata.

Non siete diretti nello spazio ma siete comunque interessati ad ad avere acqua osmotizzata in casa vostra? A questo link trovate tutte le nostre soluzioni.

admin

Acquaxcasa - Negozio di ricambi nel campo filtrazione acqua. Bombole Co2, filtri a carbone attivo, sterilizzatori UV, resine cationiche e molto altro. Tutto per il trattamento acqueo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *